Oggi ho partecipato all’Assemblea Generale della Cgil Pisa, un momento importante di confronto e mobilitazione in un periodo critico per il mondo del lavoro e per la nostra democrazia.

Siamo di fronte a scelte decisive: sia il lavoro sia la democrazia sono sotto attacco. Le lavoratrici e i lavoratori sono colpiti duramente da chi continua a credere che la precarizzazione e la riduzione dei diritti sia un fattore di crescita e competitività. La partecipazione democratica è minacciata dall’astensionismo, da politiche che alimentano le disuguaglianze e da una nuova alleanza tra dittatori e oligarchi che minaccia l’Europa. La prossima campagna referendaria si colloca qui ed è un’importante occasione di reazione democratica

Ho ribadito con chiarezza che voterò 5 SÌ ai referendum sul lavoro e sulla riduzione dei tempi per la cittadinanza.

È ora di lasciarsi alle spalle l’ideologia della flessibilità che diventa precarietà, che ha contaminato anche il centrosinistra nella stagione del Jobs Act. È ora di dare un segnale di civiltà sul fronte della cittadinanza, che poi ci porti allo Ius Soli, sancendo che chi nasce e cresce in Italia è italiana o italiano.

Tutte le forze politiche e le energie vive della società, tra cui il sindacato, sono chiamate a dare un segnale di reazione forte a quanto sta accadendo nel nostro Paese e nel mondo. Per questo, con convinzione, mi sono messa a disposizione della CGIL e delle associazioni promotrici per portare al voto quante più persone possibili ed iniziare così a costruire insieme un futuro più giusto, anche e soprattutto per noi donne, che delle disuguaglianze e delle discriminazioni siamo doppiamente vittime e che dalla precarizzazione del mercato del lavoro siamo sempre le più colpite.